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La scelta tra eritritolo o allulosio, e più in generale su quale sostituto zucchero scegliere, è piuttosto frequente quando ci troviamo a seguire una dieta a basso contenuto di carboidrati. Che si tratti della dieta chetogenica – amichevolmente chiamata keto – oppure della paleo o dei numerosi altri regimi alimentari che prevedono di darci un taglio a zuccheri e carboidrati, ci sono diversi dolcificanti a cui bisogna per forza di cose rinunciare. Non solo zucchero bianco, ma anche miele, sciroppo d’acero, zucchero di cocco: la lista è tristemente lunga!

Ma c’è una buona notizia: il mercato oggi è pieno di prodotti che agiscono come efficace sostituto zucchero senza quasi farvi sentire la differenza. E tra i più popolari troviamo proprio i due citati in apertura, tanto che ormai è quasi diventato un derby: eritritolo o allulosio?

Forse lo avrete già capito, ma è proprio quello di cui vogliamo parlarvi in questo articolo!

Eritritolo o allulosio? Conosciamoli meglio!

eritritolo o allulosio

Come abbiamo appena detto, eritritolo e allulosio sono due tra le opzioni più popolari quando si parla di sostituti dello zucchero. La ragione sta nel fatto che entrambi sono dei dolcificanti naturali che hanno un impatto quasi nullo sul livello di zuccheri nel sangue, praticamente zero calorie, e nessun retrogusto.

Già, ma quale dei due presenta i maggiori benefici, e come fare il miglior uso sia dell’allulosio che dell’eritritolo? Sono domande importanti, perché anche se questi due dolcificanti sono simili sotto diversi punti di vista, essi presentano comunque alcune differenze tra loro.

Allulosio

L’allulosio è considerato uno zucchero peculiare e, nonostante sia privo di glutine, può essere trovato naturalmente in una serie di cibi che spaziano dai fichi ai cereali al grano. La sua struttura è simile a quella del comune zucchero da tavola. Tuttavia, sotto il profilo chimico essa presenta una differenza sostanziale che consente all’allulosio di non essere digerito. Questo non succede con lo zucchero, che viene invece convertito in energia (calorie) proprio tramite la digestione.

In altri termini, il nostro corpo assorbe l’80% dell’allulosio, che però non viene scomposto in molecole né utilizzato come energia. Per questa ragione non impatta né sull’apporto calorico né sul livello di zuccheri nel sangue. E c’è di più, perché l’allulosio resiste anche alla fermentazione batterica, e quindi più difficilmente causerà gonfiori e flatulenze, che sono invece un problema purtroppo ben noto a chi utilizza dei dolcificanti.

Un cucchiaino da the di allulosio contiene solo 2 calorie, zero grassi e 4 grammi di carboidrati. Attenzione quindi: contiene effettivamente carboidrati. Dal momento però che non viene digerito, non dovrete conteggiarlo nell’assunzione di carboidrati quotidiana.

E dal punto di vista della salute? Si tratta di un alimento ancora relativamente nuovo e sul quale quindi non sono state fatte molte ricerche (è stato comunque testato a sufficienza da ricevere l’approvazione della FDA per il consumo). Le prime ricerche suggeriscono però che potrebbe avere un vago effetto antinfiammatorio, e che aiuta non solo nella perdita di peso, ma nelle diete per chi soffre di diabete di tipo 2.

Eritritolo

Veniamo ora all’eritritolo: si tratta di un particolare tipo di zucchero che contiene una molecola di zucchero e una di alcohol. Gli zuccheri di questo tipo sono a basso contenuto di carboidrati, non incidono sul livello di zuccheri nel sangue, e spesso non vengono digeriti. Oltre all’eritritolo appartengono a questa categoria anche lo xilitolo, il maltitolo e il sorbitolo.

L’eritritolo è quasi del tutto resistente alla fermentazione dei batteri intestinali, e quindi non vi procurerà nausea, gonfiori e gas a meno che non venga assunto in dosi massicce. Un cucchiaino da the di eritritolo contiene una sola caloria e 4 grammi di carboidrati che però, come abbiamo già detto per l’allulosio, non vengono digeriti e quindi non contribuiscono al calcolo di carboidrati ammessi in un giorno.

Dal punto di vista dei benefici per la salute, una sua peculiarità è che fa bene non solo per la linea, ma anche per i denti. Alcuni studi hanno dimostrato infatti che l’eritritolo uccide un particolare ceppo di streptococco, il batterio che è il principale responsabile della placca. Non solo ne previene la formazione, ma tende anche a ridurre quella già presente.

Come utilizzare l’eritritolo e l’allulosio in cucina

Come sostituto zucchero, è nelle ricette che eritritolo e allulosio danno il meglio. Ebbene sì, sembrerà assurdo, ma se volete vederli davvero in azione, preparate una torta.

eritritolo o allulosio

Entrambi in forma granulare, e con una modalità di scioglimento in acqua non dissimile dallo zucchero bianco, si sono rivelati assolutamente facili da utilizzare anche per via delle proporzioni: è sufficiente, infatti, sostituire la dose di zucchero bianco con quella di dolcificante (esempio: un cucchiaino di zucchero, un cucchiaino di dolcificante).

Un’altra delle ragioni per cui si sono rivelati tanto validi in cucina è l’assenza di retrogusto. Chi ha mai utilizzato l’aspartame o lo Splenda lo sa: a causa del retrogusto amaro, non è molto indicato utilizzarli per preparare dei dolci. Nel caso dell’eritritolo e dell’allulosio, invece, l’unico accorgimento da prendere è il fatto di dover tener presente che entrambi creano una sorta di effetto mentolato quando li utilizzate in grandi quantità, dando una sensazione di freschezza alla bocca che, se non è voluta, può rivelarsi magari una sorpresa non troppo gradevole.

Eritritolo o Allulosio: qual è il migliore?

Alla fine della nostra analisi probabilmente avrete capito anche voi che eritritolo o allulosio sono entrambi un’ottima risposta alla ricerca di un sostituto zucchero, a basso contenuto sia di calorie che di carboidrati. L’allulosio presenta in più il vantaggio di un leggero effetto antinfiammatorio, mentre l’eritritolo quello di aiutare a prevenire e combattere la placca. Inoltre, con proprietà assolutamente simili allo zucchero, si sono rivelati ottimi sostituti in cucina anche nella preparazione di dolci.

È chiaro, dunque, che la scelta del miglior dolcificante dipende dalle vostre preferenze personali. Il nostro suggerimento? Se non avete esigenze specifiche, ad esempio, la necessità di un piccolo aiuto extra per l’igiene dentale, provateli entrambi, e decidete in corso d’opera qual è quello che fa al caso vostro.