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L’ ashwagandha è una pianta sempre verde che cresce in India e in alcune aree del continente africano. Da molto tempo è utilizzata nella medicina tradizionale, tanto da essere chiamata anche “ginseng indiano” per le sue proprietà rivitalizzanti. Fun fact: il suo nome deriva dall’odore che è, diciamo… peculiare. La traduzione letterale è, infatti, “come un cavallo”.

Come abbiamo appena detto, ha delle proprietà rivitalizzanti, e pertanto è utilizzata principalmente come tonico per ridurre stress e ansia. Secondo alcuni, si è rivelata efficace anche su alcuni tipi di tumore e sul morbo di Alzheimer. Tuttavia, quanto al suo uso sulle patologie più gravi, gli studi sono ancora in corso. In questo articolo ci concentreremo, quindi, sul suo impiego nella medicina tradizionale.

Per cosa è utilizzata l’ashwagandha?

cos'é Ashwagandha
image source: https://www.hollandandbarrett.com/the-health-hub/vitamins-and-supplements/herbal-licensed/what-is-ashwagandha/

L’ashwagandha rappresenta uno degli ingredienti chiave della medicina ayurvedica, una delle scienze medicinali tradizionali più antiche, e parte del sistema sanitario indiano. Nella medicina ayurvedica, l’ashwagandha è considerata un tonico utile sia per la mente che per il corpo. In effetti, le sue proprietà sembrano essere neuroprotettive e antinfiammatorie, proteggendo quindi il sistema immunitario da diverse patologie. 

Qualche esempio? Dolori, stress, ansia, fatica, dermatiti, diabete, epilessia, artrite. Ad essere utilizzate sono diverse parti della pianta, dai semi al frutto passando per le foglie, a seconda del tipo di trattamento. Oggi, inoltre, gli occidentali acquistano l’ashwagandha in forma di integratori.

Quali sono i benefici sulla salute

Gli studi clinici hanno dimostrato che l’ashwagandha potrebbe portare benefici su diverse patologie. Si tratta di studi tuttora in corso, e che però hanno già evidenziato come l’ashwagandha potrebbe essere efficace per:

  1. Ansia e stress: l’ashwagandha ha un effetto calmante sui sintomi dell’ansia quasi comparabili a quelli dei sedativi a composizione chimica. Inoltre, è efficace nella riduzione del cortisolo.
  2. Artrite: l’ashwagandha agisce come antidolorifico, ma anche prevenendo l’insorgenza di dolori grazie ai suoi effetti sul sistema nervoso. Gli studi hanno dimostrato che si è rivelata efficace anche sull’artrite reumatoide.
  3. Sistema cardiocircolatorio: l’uso dell’ashwagandha ha effetti principalmente nell’abbassamento della pressione e del colesterolo, ma anche nell’alleviare dolori al petto e nel prevenire malattie cardiache.
  4. Alzheimer: diversi studi hanno esaminato gli effetti dell’ashwagandha nella protezione delle funzioni cerebrali in persone affette da patologie neurodegenerative come l’Alzheimer, ma anche il Parkinson. Queste patologie danneggiano parte del tessuto celebrale, così che la memoria e le capacità cognitive cominciano a malfunzionare. Gli studi hanno evidenziato come l’ashwagandha potrebbe agire in una fase preliminare, proteggendo i tessuti dal deterioramento. Questo effetto protettivo sulle cellule è stato giudicato utile anche in caso di tumore.

Come assumere Ashwagandha

L’ashwagandha è disponibile in pillole, ma anche in estratto liquido e in polvere. Il modo d’uso e la posologia dell’ashwagandha dipendono dal tipo di trattamento che si vuole seguire. Dai 250 ai 600mg al giorno riducono lo stress, ad esempio. Ed è necessario evitare di esagerare, perché un sovradosaggio può portare effetti collaterali. La cosa migliore è parlare con un professionista in medicina naturale per farsi consigliare la giusta posologia. È possibile, infatti, sviluppare effetti come diarrea e problemi del tratto digestivo, oltre a un’irritazione della mucosa intestinale. È inoltre necessario evitare di assumerla in gravidanza, perché può causare stress al feto.

Fuori di questi casi, l’ashwagandha è un medicinale naturale sicuro. Si raccomanda tuttavia di prestare attenzione anche alla casa produttrice. Alcune infatti, meno affidabili, possono vendere il prodotto addizionato addirittura con tracce di metalli pesanti come mercurio e arsenico. Insomma, il medicinale in se è sicuro, ma il produttore potrebbe trarvi in inganno e addirittura vendervi pillole che non contengono affatto ashwagandha.

Qualche consiglio finale

Cosa abbiamo imparato oggi? Che l’ashwagandha è un trattamento medicinale naturale molto popolare nella medicina ayurvedica. E che gli studi suggeriscono che possa avere effetti benefici su numerosi stati patologici, dallo stress fino all’artrite. Sono in corso degli esami sui suoi effetti su patologie anche gravi in quanto, grazie alle sue proprietà protettive, potrebbe rivelarsi d’aiuto in caso di cancro, Alzheimer e Parkinson, ma si tratta di studi ancora in fase embrionale, ossia condotti ancora solo sui roditori e non sull’uomo.

Ma anche che le donne in gravidanza, e possibilmente le persone con patologie preesistenti, dovrebbero evitarne l’uso, oppure utilizzarla sotto consiglio medico.